Stampanti alimentari in 3D, la cucina prende forma!

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Da tempo si parla stampanti alimentari 3D, a fine 2017 il Dipartimento di scienze alimentari dell’Università di Copenaghen ha lanciato un nuovo studio di ricerca per dimostrare che i pasti stampati in 3D possono essere sani e gustosi.

Soprattutto consentono di adattare il cibo alle esigenze individuali di pazienti ospedalieri che abbiano difficoltà a deglutire, o carenze di vitamine specifiche nel loro quadro nutrizionale. Sempre a dicembre 2017 un’inchiesta esclusiva di Sky TG24 HD “Un piatto di futuro”, tra gli altri argomenti (avanguardie del food, antibiotici negli allevamenti) si è parlato di cibo modellato attraverso una stampante 3D per alimenti.

Di questi giorni, invece, è la notizia di un progetto sul quale ha lavorato l’ingegnere e digital design Danilo Spiga e il tecnologo alimentare Paolo Vinci, seguiti dalla responsabile Sandra Ennas di “Sardegna Ricerche”.

L’applicazione della stampante alimentare 3D di Spiga ha la doppia valenza di utilizzo domestico (verdure a forma di orsacchiotto per invogliare i bimbi a mangiarle) e aziendale (prima di immettere sul mercato un nuovo prodotto, avranno la possibilità di vederlo fisicamente).

Con l’adeguata evoluzione la stampante potrebbe diventare un elettrodomestico comune (con un costo intorno ai 900 euro – come gli attuali robot da cucina) usato a casa e nei ristoranti dove affiancherebbero gli chef per rendere concrete le loro fantasie: la stampante 3D non è in grado di cucinare, cambia solo lo stato di prodotti precedentemente cucinati.

Questi robot possono trasformare da liquide a solide tutte le creme spalmabili, la ricotta, le verdure, il cioccolato; possono anche realizzare design particolari per pizze o pane.