Quando la tecnologia rende la parola a chi la merita!

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Forse è l’uomo che è arrivato più lontano di chiunque, è arrivato ai confini dell’universo, eppure negli ultimi decenni era imprigionato in un involucro che gli impediva qualsiasi comunicazione con l’esterno, ma Stephen Hawking (8 gennaio 1942 – 14 marzo 2018) aveva ancora molto da dire!

Dal 1997 parlava grazie ad ACAT (Assistive Context-Aware Toolkit) di Intel un sistema informatico basato sul movimento del muscolo della guancia, l’unico che il grande astrofisico riusciva ancora a controllare. Un software selezionava le lettere da un tablet, montato sul braccio della sedia a rotelle, codificando il movimento della guancia con un sensore a infrarossi montato sulla lente degli occhiali. La tecnologia SwiftKey rendeva più veloce la scrittura dello scienziato e la sua navigazione su Firefox e su Skype per partecipare a videoconferenze.

Dal 2015 questo strepitoso software è stato reso Open Source da Intel. Gli sviluppatori possono utilizzare questa piattaforma per rendere i computer più accessibili alle persone disabili, costruendo quindi soluzioni molti simili a quella impiegata dal professor Stephen Hawking.

Coincidenze curiose: l’8 gennaio, nascita di Hawking è la data di morte di Galileo Galilei e il 14 marzo, data di morte di Stephen, corrisponde anche alla data di nascita di Einstein.